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Sabato 26 maggio 2012 Riapre il Museo Filangieri

Sabato 26 maggio 2012
Riapre il Museo Filangieri dopo 13 anni di chiusura
L'inaugurazione rientra nel calendario del Maggio dei Monumenti. Repertorio della civiltà artistica non soltanto napoletana. "Ampliata l'offerta turistico-culturale volta alla promozione e valorizzazione del territorio"Il Museo civico Gaetano Filangieri è un museo situato a Napoli, lungo Via Duomo, allestito nel quattrocentesco Palazzo Como.Dopo tredici anni di chiusura, oggi sarà restituita a turisti e cittadini la sala Carlo Filangieri del museo civico Gaetano Filangieri di Napoli. L'inaugurazione, organizzata nell'ambito del Maggio dei monumenti alla presenza del presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, dell'assessore regionale alla promozione culturale «musei e biblioteche», Caterina Miraglia, del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, dell'assessore comunale alla cultura e al turismo, Antonella Di Nocera, del soprintendente speciale per il patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico e per il polo museale e della città di Napoli, Fabrizio Vona, e del direttore del museo, Gianpaolo Leonetti.


Questo è solo il primo passo che verte a restituire un PATRIMONIO MONDIALE PREZIOSISSIMO molto più ampio, infatti ora parte la ricerca per l'approvvigionamento di nuove risorse economiche, le Istituzioni locali e nazionali coinvolte  alla valorizzazione del nostro patrimonio percorreranno nuove strade tra cui anche quelle del coinvolgimento di cittadini oculatamente prescelti.Nel corso della cerimonia sono state dischiuse le porte di palazzo Como, la cui facciata è un raro esempio di architettura rinascimentale napoletana, sede del museo dal 1888.Alle maioliche e porcellane, vetri, avori,armi e armature, medaglie, busti in marmo, terracotta e bronzo del museo si affianca una ricca collezione di dipinti dal XV al XIX secolo, con la significativa presenza dei maggiori interpreti del barocco napoletano, come Battistello, Ribera, Vaccaro e Giordano.L'inaugurazione, si legge in una nota, "costituisce per tutto il centro storico, già riconosciuto patrimonio universale dell'umanità dall'Unesco, un'altro tesoro restituito al mondo.Nel percorso museale, per volontà esplicita del suo fondatore, è evidente l’idea di un museo “della città  e per la città”, realizzato grazie all’esposizione di opere connesse alla storia ed alla vita urbana municipale. All’epoca della fondazione del museo, sul finire del XIX secolo, fu assai vivo a Napoli un dibattito culturale teso a collegare la città al panorama artistico ed industriale europeo, senza disperdere, anzi valorizzando, il patrimonio di altissima tradizione storica delle manifatture locali. Quasi contemporaneamente al Museo Filangieri, viene fondato il Museo Artistico Industriale (1889), alla cui istituzione partecipa non a caso il principe Gaetano Filangieri, che condividono  obiettivi comuni, cioè contribuire alla rinascita della città attraverso il suo sviluppo industriale, in un processo che provveda a non smarrire le valenze estetiche e qualitative del prodotto finale.

In questo senso entrambi i musei scelsero di essere luoghi espositivi con irrinunciabili finalità didattiche e formative. Così, nel museo Filangieri, mentre si ammira Napoli attraverso magnifiche vedute dipinte, spesso anche di grande valore documentario rispetto ai suoi sviluppi urbanistici ed architettonici, nello stesso tempo è possibile apprezzare le raffinate tecniche esecutive degli autori, frequentemente ignoti o associati ad ambiti manifatturieri napoletani, di oggetti di arte applicata, come nel tavolo in avorio, della prima metà del XVII secolo, con incisione della Carta geografica delle Province napoletane in terra ferma, oppure nelle opere d’arredo che si conservano nella sezione distaccata di Villa Livia.Cenni storici del museo:
La raccolta del museo si deve al principe e mecenate delle arti Gaetano Filangieriche la ampliò contemporaneamente all'abbellimento del palazzo, avendo già in mente un progetto sull'allestimento di un museo. Il principe Filangieri aveva infatti pensato di creare una sorta di studio privato che raccogliesse i vari tipi di produzione artistica locale, oltre che nuovi progetti ed esperimenti artistici.
In seguito alla morte del principe, il museo e le opere ivi contenute caddero nell'oblio, peggiorato da un improvviso incendio scatenatosi nel corso Seconda guerra mondiale che distrusse una parte del nucleo originario. Nel 1948, le opere superstiti vennero radunate e sottoposte ad un restauro mentre la galleria venne riaperta a partire dagli anni settanta, per essere poi richiusa negli anni novanta ed aperta nuovamente nel 2012.
Negli anni sessanta, invece, al museo fu donata dal marito della pronipote di Gaetano Filangieri (Livia Serra), la villa Livia.

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